Le alleanze conclamano Trieste porto internazionale

Le buone relazioni istituzionali portano sempre lontano. Le cooperazioni ne sono il risultato diretto e tangibile, che in Europa compongono il prologo indispensabile per la pace e la costruzione dell’Unione Europea dal basso.

Quando le cooperazioni irrompono nello schema delle concorrenze e spesso delle diffidenze contrapposte, si promuovono sane interdipendenze economiche e di progresso sociale tra i territori, che abbattono le mura dei confini, aprendo mondi di bene comune di estremo interesse e valore.

il treno merci Trieste-Norimberga

Questo significato trova corrispondenza nelle iniziative virtuose, come la partenza operativa del nuovo servizio di connessione ferroviaria Trieste-Norimberga, frutto di un accordo sottoscritto oltre un anno fa dalla Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale, che conferma ancora una volta di più, il ruolo internazionale del porto di Trieste.

Il servizio nasce dopo una lunga implementazione, che ha visto la proficua cooperazione di più soggetti: il leader danese del trasporto marittimo roro DFDS che detiene il 60% del terminal triestino Samer Seaports del Molo V, Alpe Adria il facilitatore per lo sviluppo dei servizi intermodali del sistema logistico giuliano, Mercitalia Rail-Tx Lostistik del Gruppo Ferrovie dello Stato per la parte ferroviaria, e il gruppo lussemburghese Bayernhafen GmbH&Co, il site architect che ha creato in Baviera una delle reti logistiche più forti d’Europa, coinvolgendo oltre 400 imprese nelle sue 6 sedi logistiche trimodali ad alta prestazione di Aschaffenburg, Bamberg, Norimberga, Roth, Regensburg e Passau, che ogni anno movimentano complessivamente via nave e ferrovia oltre 9milioni di tonnellate metriche. 

Proprio nell’area metropolitana di Norimberga, che ingloba aziende internazionali di primo piano come il gigante Siemens,  il gruppo vanta uno dei centri logistici intermodali più  importanti d’Europa: il Bayernhafen di Norimberga, l’hub di import/export sostenibile, esteso oltre 300 ettari, che mette in relazione prevalentemente la navigazione interna con la rete ferroviaria.

La ferrovia ricuce traffici portuali differenti

L’estensione del collegamento del porto giuliano dal sud della Baviera, dove da tempo opera servizi giornalieri con Monaco, al nord dell’importante Land tedesco, rafforza il posizionamento del porto giuliano in Germania, che lo candida a diventare hub di esportazione delle merci prodotte nel sud tedesco, avvicinandolo logisticamente di più al Nord Europa orientale, che aprono ulteriori nuovi orizzonti.

Con questa operazione si sono integrate nel porto due esigenze commerciali differenti, rappresentanti le due differenti vocazioni industriali del Nord e del Sud della Baviera, che Trieste ricuce attraverso la ferrovia, combinando il traffico oceanico (overseas) di puro container prodotto da Monaco, con quello di corto raggio (short sea)  RoRo, proveniente dalla Turchia e dalla Grecia, prodotto da Norimberga.

La sinergia tra tipologie di traffico ro-ro e container, tradizionalmente distanti tra loro, compiuta attraverso il trasporto ferroviario, mette insieme il Molo V e il Molo VII del porto giuliano, realizzando una massa critica che sostanzia l’interconnessione nord-sud della Baviera.

Tale risultato rimarca l’importanza della polifunzionalità portuale, che traduce nella pratica il principio di bene comune di interesse generale dei porti. 

Protocollo di Intesa per i 5 punti franchi del porto di Trieste

A questa buona notizia si aggiunge anche quella della firma del protocollo di intesa tra l’Agenzia delle Dogane e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, che non è un mero atto formale, ma il riconoscimento del ruolo internazionale dello scalo, che necessita della valorizzazione dei suoi 5 punti franchi. L’intesa prevede la costituzione di un tavolo tecnico permanente sia per temi strategici che operativi, che riguardano lo sviluppo e la piena valorizzazione dei punti franchi attraverso la digitalizzazione dei processi, e l’introduzione di importanti progetti di sviluppo anche all’estero, per aumentare la competitività e le capacità innovative del porto.

Con tale intesa si pone anche un primo rimedio alla grave dimenticanza del governo centrale, a cui è sfuggito far inserire Trieste nella lista delle zone franche dell’Unione Europea, pur avendo tutti i requisiti per l’extraterritorialità.  

I punti franchi, come ha sottolineato il Presidente Zeno D’Agostino, sono il “perno del nostro sistema portuale”, che valorizza i tanti progetti in atto della Autorità portuale, già forti di alcuni pre-requisiti imprescindibili, quali posizione geografica, infrastrutturazione ferroviaria collegata alla rete europea, profondità dei fondali. Queste caratteristiche, unite ad una saggia governance di lunga visione, hanno reso possibile stringere nel porto di Trieste alleanze imprenditoriali internazionali di primo piano, come quelle con HHLA, Duisport e Adria Port, dimostrando che è possibile trasformare la funzione di gate portuale in quella di centro logistico-portuale, riducendo le spinte speculative dei grandi carrier marittimi. Tali alleanze allargano ampiamente il mercato di riferimento di Trieste, conclamandolo porto internazionale strategico di livello europeo.

Giovanna Visco

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