HHLA PLT ITALY: 31 anni di concessione e la prospettiva di un grande sviluppo

Scadrà nel 2052 la concessione di 31 anni, formalizzata tra la Autorità di Sistema Portuale Mar Adriatico Orientale (AdSP MAO) e la HHLA PLT ITALY, nata dal socio di maggioranza Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA), dalla Casa di Spedizioni Francesco Parisi, dall’impresa di costruzioni ICOP e dall’Interporto di Bologna, per gestire il nuovo terminal polifunzionale del porto di Trieste, di circa 120 mila mq.

Operativo dal 20 marzo scorso, dopo un complesso lavoro preparatorio di sicurezza legato all’attraversamento dei rimorchi  di più punti franchi, il terminal Hhla Plt Italy è il risultato di una visione lungimirante di sviluppo, che ha portato alla confluenza progettuale della AdSP MAO e della società pubblica tedesca  HHLA, leader europeo in logistica portuale e trasporti di tutti i tipi di merci, incluso progetti e merci pesanti.

Nel 2020 il gruppo ha movimentato oltre 6,7 milioni di teu nei suoi terminal portuali di Amburgo, Odessa e Tallinn, registrando un calo dell’11% rispetto all’anno precedente, causato della pandemia. Il fatturato complessivo del gruppo tedesco è ammontato a circa 1,3 miliardi (-6%), con risultato operativo di 123,6 milioni di euro e un utile netto di circa 43 milioni di euro, in cui il trasporto ferroviario intermodale gestito dal suo operatore Metrans, ha registrato la più alta tenuta. Come commentato dal Presidente del CdA del gruppo, Angela Tizrath, indipendentemente dal contesto mutevole della ripresa economica, che nell’anno in corso non consente previsioni affidabili, HHLA continuerà “a perseguire il processo di trasformazione per essere in grado di soddisfare le esigenze dei nostri clienti in modo ancora più efficiente e sviluppare nuove aree di crescita”, nelle quali spicca per importanza il terminal giuliano.

Il gruppo ha avviato un programma di efficientamento del valore di 43 milioni di euro di investimento in attrezzature e personale, e allo stesso tempo ad Amburgo una riduzione di ore uomo di circa il 15%, che dovrebbe coinvolgere 1.900 unità delle 3.600 impiegate nei suoi terminal, attraverso un processo di automatizzazione, oggetto di trattativa con il sindacato e il comitato aziendale. Sostanzialmente, la riduzione del personale dovrebbe realizzarsi con pensionamenti anticipati, formazione per riallocazione e orari di lavoro più brevi. Contemporaneamente, è in corso una negoziazione di collaborazione con l’altro terminalista container e concorrente del porto di Amburgo,  Eurogate.

Più nel dettaglio, il porto di Amburgo ha il vantaggio di svilupparsi sul fiume Elba, ben interconnesso con la principale area industriale d’Europa, ma allo stesso tempo sconta la criticità dei 100 km che lo separano dalla foce del fiume sul Mar del Nord. Questo ha comportato particolari complessità di gestione arrivo navi, per gli effetti combinati di Coranavirus, Brexit, condizioni climatiche avverse e ritardi causati dalle controversie di lavoro a Rotterdam. “Non abbiamo più avuto una nave puntuale da mesi. I nostri team stanno già lavorando in modalità 24 ore su 24, 7 giorni su 7” ha detto il portavoce di HHLA, Hans-Jorg Heims giornale tedesco Spiegel, spiegando che la gestione straordinaria degli arrivi causata dalla ripresa della navigabilità di Suez dopo una settimana di sospensione, non apporterà modifiche sostanziali all’organizzazione. Per scongiurare “l’effetto ketchup” (questo condimento scende dalla bottiglia prima con difficoltà e poi all’improvviso troppo copiosamente) con caos e ulteriori ingorghi per la corsa contemporanea di decine  di navi cariche di container pieni verso i porti di scarico nordeuropei, HHLA ha potenziato le aree di stoccaggio container con l’affitto di 100.000 mq di spazio aggiuntivo, con cui supporterà il coordinamento di ormeggio nei suoi tre terminal container nel porto di Amburgo.

Tutti questi elementi rafforzano la candidatura di Trieste a diventare importante punto di decongestionamento e razionalizzazione dei traffici gestiti da HHLA, soprattutto quando, oltre ai rotabili, Hhla Plt Italy  potrà gestire anche i  container, al termine dei test operativi delle gru già montate, attualmente in corso. La difficoltà per i fiumi e i canali nord europei di sostenere ulteriori crescite dei traffici e l’esigenza soprattutto degli approvvigionamenti industriali di migliorare i transit time di consegna grazie al trasporto terrestre su ferro, che taglia di molti giorni la navigazione attraverso lo Stretto di Gibilterra, stanno riposizionando logisticamente il Mediterraneo, l’Italia e Trieste in particolare, come aree strategiche per le catene di approvvigionamento europee.

L’investimento di oltre 150 milioni di euro, dei quali 99 milioni resi disponibili dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, per la creazione del nuovo terminal Hhla Plt Italy dello scalo giuliano, primo porto d’Italia per volumi totali e traffico ferroviario, realizza  una mossa che assicura un posizionamento strategico di Trieste nell’arco adriatico europeo.

Partito con la riconversione di un’area di 12 ettari e il recupero di un’ampia superficie parzialmente ricavata dal riempimento di spazi di mare, il nuovo terminal multipurpose è poi raddoppiato con l’acquisto e la concessione da parte della Autorità portuale dello Scalo Legnami, che ha permesso la dotazione di un raccordo ferroviario e di due banchine con ormeggi ro-ro contemporanei fino a 4 navi.

Il rilascio della concessione Hhla Plt Italy è parte integrante della visione di governance strategica della AdSP MAO, che prende corpo nell’Accordo Quadro con specifico riferimento alla Piattaforma Logistica, e nell’Accordo di Programma del 26 giugno 2020, inerente la riconversione industriale e lo sviluppo produttivo della attigua area della Ferriera di Servola, di cui il terminal è partner. Ora è in corso di pieno svolgimento la fase di demolizione e smantellamento dell’altoforno e la messa in sicurezza di tutta l’area, che consentirà la successiva espansione del porto di Trieste verso sud.

Obiettivo della AdSP MAO è la nascita di un polo logistico sostenibile a servizio dell’economia del territorio, dotato di un raccordo ferroviario che potrà accogliere treni completi da 750 metri, e di un collegamento stradale diretto sulla grande viabilità triestina.

                                                                                         Giovanna Visco

1 comment

  1. di grande interesse entrare in questi spazi,per me nuovi, ed essere guidata con dovizia d’informazioni.grazie

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