Il porto di Monfalcone sempre più integrato nel sistema portuale del Mar Adriatico Orientale

Sono stati compiuti molti passi in avanti, da quando circa un anno fa, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale (AdSP MAO) ha ufficialmente preso in gestione il porto di Monfalcone, grazie ad  un’intesa con il  Comune, di concerto con la Regione FVG.

Nonostante il 2020 sia stato l’anno della pandemia, l’Autorità di Sistema guidata da Zeno D’Agostino con l’allora Segretario generale Mario Sommariva, ha subito introdotto un complesso percorso di dialogo e cooperazione tra gli operatori del porto, fino a quel momento in forte competizione tra loro, che ha dato come primo risultato tangibile, la definizione del Piano organico porto, redimendo una matassa complicata e dando futuro occupazionale e professionale ai lavoratori portuali art.17.

Obiettivo  della AdSP MAO è realizzare un programma di sviluppo e di integrazione del porto isontino nel sistema nazionale ed internazionale implementato da quello giuliano, incentrato sulla logistica dei punti franchi e sull’intermodalità mare-ferro,  che ha consentito in pochi anni al porto internazionale di Trieste di affermarsi come infrastruttura strategica europea.

Per questo, si è lavorato sin da subito per creare un assetto organizzativo delle aree portuali di Monfalcone adeguato ad attrarre investimenti, grazie alla loro riunificazione sotto l’unica governance AdSP MAO, completata con l’incorporazione dei 310 mila metri quadrati acquistati,  lo scorso ottobre, dalla Camera di Commercio di Gorizia. Ciò ha permesso di avviare il processo di demanializzazione degli spazi necessari alla implementazione del sistema delle concessioni portuali, allo scopo di attivare gli investimenti privati, prevedendo una suddivisione razionale dello scalo in 4 aree, destinate alle 4 imprese operanti nel porto: Cetal, Midolini, Compagnia Portuale Monfalcone e Marterneri. La pianificazione sarebbe dovuta diventare operativa da gennaio 2021, ma un ricorso al Tar FVG del Gruppo MarterNeri, per la perdita di un paio di capannoni, ne ha fatto momentaneamente slittare i tempi. Nel frattempo, a fine 2020,  i soci del Gruppo MarterNeri gestore di terminal multipurpose nei porti di Monfalcone e Livorno, cedevano l’intero pacchetto al più importante fondo indipendente italiano di infrastrutture, F2i SGR (Società di Gestione del Risparmio), che ha chiesto una sospensione dell’iter di giudizio attivato da MarterNeri, preludendo ad un accordo diretto con l’AdSP di appianamento del contenzioso, su cui il Tar aveva, peraltro, già mostrato una netta propensione a favore delle scelte della AdSP.

La conseguenza di questa operazione è l’ingresso di parte delle attività portuali di Monfalcone nella gestione della controllata del Fondo, F2i Holding Portuale FHP, che le integrerà, con Livorno, alle attività dei terminal rinfuse secche di Carrara, Marghera e Chioggia, già precedentemente acquisiti, raggiungendo un valore d’affari complessivo 170 milioni e 630 dipendenti diretti. A questi, presto dovrebbe aggiungersi anche Compagnia Portuale Monfalcone, in trattativa di acquisizione da parte di FHP, che così allarga ulteriormente la sua sfera di azione su Monfalcone, a due passi ferroviari dal resto dell’Europa.

Il progetto di FHP, ormai il più grande terminalista portuale italiano di rinfuse secche, è di integrare la movimentazione di merci, come cereali, coils, cellulosa, con il trasporto su ferro, per diventare leader nel settore più strategico per l’industria manifatturiera italiana. Un’operazione che segna una svolta epocale, allontanando il settore dalla sua tradizionale frammentarietà, caratterizzata da numerosi operatori di piccole dimensioni scollegati dalla logistica terrestre. In questa ottica, nel 2020 F2i SGR  insieme al fondo Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratori), è entrato nel trasporto merci su ferro, acquisendo il 92,5% della principale impresa ferroviaria italiana privata: la CFI (Compagnia Ferroviaria Italiana).

Parallelamente, in un incontro con la sindaca isontina Annamaria Cisint, che peraltro condivide pienamente la politica ferroviaria che la governance della AdSP MAO sta sviluppando per Monfalcone, il Presidente D’Agostino ha fatto il punto sui lavori di approfondimento a 12,5m del canale di accesso e del bacino di evoluzione del porto, un progetto finanziato ma che attende la realizzazione da decenni. A margine dell’incontro, D’Agostino ha annunciato l’avanzamento della trattativa con il Consorzio economico della Venezia Giulia, per l’acquisizione del sedime adiacente al porto, necessario alla realizzazione di una rete ferroviaria portuale unitaria ed efficiente. Questo si affianca ai lavori infrastrutturali che l’Autorità di sistema sta già compiendo, per l’efficienza del sistema, offrendo “tutte  le condizioni necessarie a far lavorare le imprese affinché portino traffico”.

“Monfalcone non ha fondali, ma non ha vincoli sul fronte ferroviario; Trieste, invece, ha un vincolo di capacità.  Ci sarà un trasferimento tra i due porti del traffico ferroviario a seconda delle esigenze” ha spiegato D’Agostino, la cui governance ha inoltre in programmazione anche ulteriori interventi migliorativi di sistemazione degli asfalti e dell’illuminazione del porto.

Anche sul piano della digitalizzazione si stanno conseguendo importanti risultati, che accelerano le procedure di sbarco e imbarco delle merci, aumentando la competitività dello scalo . Da pochi giorni, infatti, si è  attivato nel porto di Monfalcone, in via sperimentale, lo sdoganamento in mare per il traffico autovetture, grazie all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la quale l’AdSP MAO ha istituito un tavolo tecnico permanente per la digitalizzazione e la semplificazione delle procedure autorizzative e di controllo sulle merci, in coordinamento con la Capitaneria di Porto, che monitora dalla sua sala operativa la correttezza della rotta seguita dalla nave che non deve effettuare soste o deviazioni.

Come spiegato da D’Agostino in un servizio Rai Regione: “Il futuro è portare il modello di gestione di Trieste anche a Monfalcone, perché è un modello che favorisce tantissimo la possibilità del privato di poter investire, dando stabilità e garanzie sulle aree, senza creare spezzettamenti di locazioni. Questo significa dare a questi operatori la possibilità di poter agire  con tranquillità sul mercato e soprattutto  di poter pianificare i propri investimenti in base alle esigenze di mercato, che chiaramente significa crescita di tutto il nostro sistema portuale Trieste-Monfalcone”.

Se a questo si aggiungono tutte le iniziative relative alla interconnessione degli Interporti regionali con i porti della AdSPMAO via ferrovia, ne risulta un quadro assai organico, di strategia di sviluppo logistico-industriale, che a partire da Trieste sta permeando tutta la regione FVG, a beneficio delle aziende del territorio, regionali  e nazionali, che guardano all’Europa.

                                                                                                  Giovanna Visco

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