Algeria, il più esteso paese africano

Il più esteso paese del continente africano, costituito da un territorio di quasi 2,4 milioni di km2, per un quarto dune sabbiose. La Repubblica Democratica Araba di Algeria abitata da oltre 36 milioni di algerini, è costituzionalmente musulmana, araba e berbera (amazigh). Oltre ad affacciarsi sul Mar Mediterraneo per circa 1000 km, l’Algeria ha confini terrestri immensi, in maggior parte desertici, condivisi con Tunisia, Libia, Mauritania, Mali, Marocco, Nigere con il conteso Sahara Occidentale, oggetto di tensione con il Marocco.

E’ membro dell’ONU, dell’ Unione Araba, della Lega Araba, dell’OPEC, dell’Unione del Maghreb Arabo (UMA), dell’Organizzazione della Conferenza Islamica e del Movimento dei Paesi non-Allineati. La repubblica algerina nasce il 5 luglio 1962, giorno della proclamazione di indipendenza del paese dal colonialismo francese, durato ben 132 anni (dal 1830) e terminato dopo otto anni di durissima guerra franco-algerina.  
Il processo di decolonizzazione, inaugurato in piena guerra fredda il I novembre 1954 dal Fronte Nazionale di Liberazione FLN con una serie di attentati contemporanei in Algeria, fu annunciato al mondo da Radio Cairo nell’Egitto di Nasser, con un comunicato del FNL nel quale si esortava il popolo algerino ad insorgere, per la “restaurazione dello Stato algerino, sovrano, democratico e sociale, all’interno dei principi dell’Islam, e per il rispetto di tutte le libertà fondamentali senza distinzioni di razza e di religione”. 

Dopo attentati, sfollamenti forzati di interi villaggi, torture, aspre e sanguinarie lotte interne tra gruppi anticolonialisti diversi, violenze, napalm e uccisioni, la guerra, che lasciò a terra migliaia di morti, ebbe finalmente termine con il cessate il fuoco della Francia il 19 marzo 1962, seguito da un referendum in Francia, il cui esito fu a favore schiacciante dell’indipendenza. Il lungo protrarsi della guerra ebbe radici nel fatto che la Francia considerava l’Algeria una territorio di popolamento, e dunque una propria estensione provinciale piuttosto che una colonia, tanto che nel tempo un numero consistente di francesi dalla madrepatria si era trasferito in Algeria definitivamente, contrariamente a quanto era avvenuto per la Tunisia e il Marocco. Al termine della guerra gli emigranti rimpatriarono in Francia e molti di essi furono ricollocati dal governo in Corsica. questo stretto legame della Francia con l’Algeria fece sì che il processo di decolonizzazione coinvolgesse profondamente gli apparati istituzionali francesi, minacciando, fino quasi a minarne, le basi democratiche del Paese.

Oggi l’Algeria è una repubblica presidenziale, ma di fatto è fortemente condizionata dagli apparati militari, che giustificano la loro forte ingerenza con motivi di sicurezza. Di conseguenza, la formazione dei partiti politici è autorizzata dal Ministero dell’Interno, a cui non è concesso avere connotazione confessionale, linguistica, razziale o regionale, né ammettere la violenza o l’influenza straniera.

Il Presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale con voto diretto e segreto, ha un mandato, rinnovabile, di 5 anni. Nomina le alte cariche dello Stato ed è a capo del Supremo Consiglio di Sicurezza. E’ capo delle forze armate, guida la politica estera, conclude e ratifica i trattati internazionali. Presiede il Consiglio dei Ministri e nomina o rimuove il Primo Ministro, che, a sua volta, gestisce i rapporti del governo con il Parlamento su base programmatica, l’attuazione delle norme e l’amministrazione pubblica. 
Il Parlamento, che controlla l’azione del governo e approva le leggi, può dimissionare il Primo Ministro con il voto di sfiducia. La sfiducia consecutiva di due primi ministri porta allo scioglimento del Parlamento e all’indizione di nuove elezioni. L’ordinamento parlamentare è bicamerale asimmetrico, costituito  dall’Assemblea popolare nazionale – mandato di 5 anni di 389 eletti a suffragio universale diretto – e  dal Consiglio nazionale – mandato di 6 anni (rinnovato per metà ogni tre anni) di 144 membri, di cui 2/3 eletti indirettamente dai consigli locali e ⅓ designato dal presidente. Il diritto d’iniziativa legislativa spetta al capo del governo e ai deputati, in numero minimo di 20. Il potere giudiziario è costituito da magistrati di nomina presidenziale.
Le ultime elezioni parlamentari sono avvenute il 10 maggio 2012, nelle quali il partito di maggioranza relativa è stato il Fronte di Liberazione Nazionale con oltre il 17% dei voti. 

Dal 1999 è Presidente dell’Algeria Abdelaziz Bouteflika rieletto a 78 anni per la quarta volta il 17 aprile 2014. Sono molti i dubbi sul suo stato di salute, che lo hanno visto ricoverato in Francia per molti mesi. Recentemente Reuters ha diffuso una dichiarazione a tal riguardo del presidente di FLN, Amar Saadani, che, smentendo le voci, rassicura sull’integrità delle facoltà mentali del Presidente, confermando la volontà di continuare a governare il paese come suo diritto.

Intanto vari partiti di opposizione hanno chiesto elezioni presidenziali anticipate ed è molto probabile un rimpasto di governo con la nomina di un nuovo primo ministro che potrebbe essere di FLN. Problemi politici spinosi aggravati da burocrazia e corruzione, che si intrecciano con le caratteristiche economiche del paese, che risentono dello stato dei mercati energetici internazionali che devono sovvenzionare lampi porzioni delle entrate pubbliche necessarie a mantenere lo stato sociale di migliaia di algerini. E intanto in Algeria sale l’inquietudine nella popolazione.

Giovanna Visco

NB: questo articolo è stato scritto il 30 dicembre 2014

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: