Marittimi italiani, la svolta del contratto nazionale

Roma. Svolta storica nell’industria armatoriale con la sottoscrizione dell’accordo per il contratto collettivo nazionale unico, firmato pochi giorni fa al Tavolo delle trattative tra la parte datoriale – rappresentata da Confitarma, Fedarlinea e da Federimorchiatori e Assorimorchiatori per gli armatori del rimorchio portuale – e quella sindacale di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti che ha lavorato unitariamente.  Il rinnovo è stato sottoscritto anche da Ugl.

In altri termini, a partire dal 1 luglio 2015 i tanti CCNL di settore indipendenti uno dall’altro, tutti rinnovati contestualmente, sono adesso accorpati in un unico CCNL composto di una parte generale comune, che riguarda sia il personale di terra che quello imbarcato, integrata con singole sezioni che inglobano i precedenti CCNL, per le diverse e specifiche esigenze intrinseche delle categorie di armamento (per il CCNL Confitarma sono state individuate 12 sezioni mare ed 1 terra e per quello  Fedarlinea 4 + 1 terra).In concreto, per la prima volta nella storia della marineria italiana indipendentemente dalla tipologia di nave, di servizio e di navigazione, tutti i marittimi italiani imbarcati su navi di bandiera italiana avranno una base contrattuale comune e condivisa di diritti e tutele, così come i dipendenti di terra delle società di navigazione italiane o basate in Italia attraverso filiali.

Giunti dopo 4 anni e mezzo dalla scadenza naturale ed un’indizione di sciopero generale poi rientrato al ricomporsi del Tavolo delle trattative, i nuovi CCNL (Confitarma e Fedarlinea) avranno validità fino al 31 dicembre 2017, ma introducono importanti cambiamenti in termini di semplificazione e soprattutto di configurazione di un vero e proprio contratto unico del trasporto marittimo che avranno effetti strutturali strategici per il futuro di questo importante settore.  
“E’ un contratto italiano che sta nell’economia globale” ha commentato Nino Cortorillo della Filt CGIL “Nello spazio fisico globale ha trovato posto la parte contrattuale che riguarda i marittimi imbarcati sulle navi italiane, mantenendo i diritti non solo dei marittimi italiani e comunitari ma anche degli extracomunitari”. Giovanni Olivieri della Fit Cisl ha aggiunto: “Questo contratto è in grado di competere sul mercato internazionale” ed ha sottolineato il passaggio importante compiuto al Tavolo delle trattative con il “discostamento dal regio regolamento ancora in auge in Italia e l’avvicinamento a quello europeo ed internazionale sul lavoro marittimo”.

Anche Paolo Fantappiè della Uiltrasporti h sottolineato che  “Il registro internazionale è il punto fondamentale che unito a questo CCNL blinda lo sviluppo e l’occupazione del personale italiano. Nel settore marittimo la precarietà è preponderante. Oltre per chi è in Continuità di rapporto lavorativo, si è lavorato per una tutela ulteriore del Turno particolare, che rappresenta la maggior parte dei marittimi e quando sbarca non ha continuità lavorativa”. A tal proposito spiega Maurizio Colombai della Filt CGIL “Si è giunti ad una nuova definizione del lavoro marittimo agendo sulla composizione dell’organico dei lavoratori tra quelli in Continuità di Rapporto Lavorativo e quelli in Turno particolare, sancendo il diritto di essere parte di un organico a tutti gli effetti e rendendo dignità al lavoro marittimo”.

Al Tavolo si è data speciale attenzione al futuro occupazionale di qualità dei marittimi italiani, prevedendo alleggerimenti che rendono più funzionale e gestibile la presenza degli allievi ufficiali a bordo delle navi. In sostanza il contratto mira a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro degli allievi italiani, “ma è anche evidente in questo senso che, come tutte le norme, è da sperimentare” sottolinea Cortorillo.Uno sforzo messo in evidenza anche da Stefano Messina presidente della Commissione Relazioni Industriali e Risorse Umane di Confitarma che in una nota ha auspicato “che il quadro della trattativa sia completato con la piena attuazione dell’importante intesa sindacale, raggiunta il 26 febbraio 2015, riguardante l’imbarco degli allievi: siamo in attesa che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sciolga la riserva sulla validità del percorso formativo previsto nella citata intesa”. Da fonte sindacale Fit Cisl, l’autorizzazione ministeriale che si attende coinvolge 1200 allievi, il cui inserimento, ancora per voce di Olivieri, richiama la strategicità del Registro internazionale per i livelli occupazionali italiani: “Più navi iscritte italiane, più diamo opportunità ai lavoratori italiani”.

Sotto il profilo economico, nonostante il mercato dei noli generale permanga in una situazione di depressione e vi siano rallentamenti dei traffici per i problemi geopolitici, il contratto, che da fonte sindacale coinvolge circa 65.000 addetti, prevede un aumento economico in due anni e mezzo del 5,7% sulla paga base, rimesso in tre tranche (1 luglio 2015, 1 gennaio 2016, 1 gennaio 2017). Infine l’erogazione una tantum uguale per tutti in questo fine mese di 500,00 euro lordi. 

Giovanna Visco

NB: questo articolo è stato scritto il 3 luglio 2015 e pubblicato da L’Informatore Navale

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