L’innovazione nelle relazioni internazionali del porto di Trieste

Investire in “terminal” di pubbliche relazioni, con cui espandere la logistica commerciale del porto, è una risposta innovativa ma necessaria, per un paese posizionato geograficamente come l’Italia.

Apripista di questo nuovo modo di intendere la governance portuale è l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (AdSPMAO), che congiuntamente ad Alpe Adria SpA, ha inaugurato nella capitale ungherese, Budapest, la prima sede di promozione portuale ed intermodale all’estero, allo scopo di stabilizzare e allargare i consistenti flussi di traffico magiaro movimentati nel porto di Trieste.

L’ufficio di promozione lavorerà in loco riproducendo la sinergia strategica tra una governance portuale illuminata e il sostegno operativo di un soggetto neutrale come Alpe Adria, creato per confezionare su misura nuove opportunità di trasporto e servizi intermodali per tutti gli operatori. Partecipata pariteticamente da AdSPMAO, Friulia (la finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia e Mercitalia Rail (società del Gruppo FS Italiane), Alpe Adria, integrando vettori marittimi, ferroviari e stradali, favorisce lo sviluppo dell’interconnessione delle reti necessarie alle supply chain e ai caricatori di merci ad alto tasso di competitività, da/per il Nord Est Italia e il Centro Est Europa.

“Si tratta di un risultato di grande rilievo sia per il sistema Italia, sia per le potenzialità che apre nel contesto della crescente integrazione delle economie dei due Paesi”, ha osservato l’ambasciatore Manuel Jacoangeli, in rappresentanza del governo italiano, alla presenza anche del Vice Ministro magiaro degli Affari Esteri e Commercio, Levente Magyar, nel corso della cerimonia di apertura del nuovo ufficio internazionale.

Fu proprio con il terminal ferroviario di Budapest, nel cuore dell’Europa, che nel 2005, riprendendo la vocazione internazionale del porto di Trieste, si avviò il primo servizio intermodale dal Molo VII, che oggi “può contare sulla partnership al 50% tra Alpe Adria e il gruppo To Delta, e sulla gestione operativa ferroviaria di Rail Cargo Austria”, ha ricordato l’Amministratore delegato di Alpe Adria, Antonio Gurrieri, intervenuto a Budapest con il Presidente della società, Maurizio Maresca. Una partnership che recentemente ha dato un ennesimo risultato con il collegamento diretto intermodale mare-ferro tra Trieste Marine Terminal, di MSC e ToDelta, al Molo VII, e Ludwigshafen in Germania, con i più celeri tempi di percorrenza (20 ore) verso il mercato tedesco.

La relazione Trieste-Budapest ebbe il suo primo apice nel 2016, con 300 treni trasportando circa 20.000 teu (1 teu=1 box di lunghezza 20 piedi), in un trend di crescita arrivato nel corso del 2019, anno ante-pandemia, a 1.049 treni e 63.604 teu trasportati, rispettivamente + 250% e +227% rispetto al 2016.

Attualmente, dopo le aritmie causate dal Covid-19 nel 2020, le frequenze settimanali del collegamento ferroviario sono già ritornate ai livelli del 2019, con circa 14 circolazioni round-trip a settimana, una ripresa che il Presidente AdSPMAO Zeno D’Agostino interpreta come chiaro segnale “della sorprendente reazione positiva del mercato ungherese, frutto anche delle sinergie attivate con la Regione Friuli Venezia Giulia e della capacità degli operatori privati di servire le aree industriali e di consumo ungheresi, che trovano così sbocco verso i mercati internazionali del Far-East, dei paesi del Mediterraneo e di quelli del Medio-Oriente”.

Dunque, la relazione intermodale Trieste-Budapest è un segmento perfettamente integrato nel network internazionale globale, necessario agli approvvigionamenti e all’export di una importante fetta economica e territoriale dell’Unione Europea. Un risultato ottenuto attraverso attenta pianificazione e programmazione, mettendo a disposizione di tutta la collettività portuale l’insieme infrastrutturale. Un metodo per sviluppare sinergie e collaborazioni rivolte a valorizzare, potenziare e aggiornare, anche tecnologicamente, tutto il porto internazionale di Trieste, dando senso e valore aggiunto ai suoi 5 punti franchi. Questa politica portuale ha avuto la meglio sui competitor, convincendo il governo ungherese a consolidare la movimentazione delle merci magiare a Trieste. Infatti, nella zona Noghere, nell’area dell’ex raffineria Aquila, alle estreme propaggini sud est dell’area portuale di Trieste, sorgerà un nuovo terminal multipurpose della società pubblica ungherese Adria Port. Esteso 32 ettari, di cui 6 ettari demaniali, con linea di costa di 300 metri sul canale navigabile della zona industriale, l’investimento magiaro è di circa 100 milioni di euro, per acquisto, messa in sicurezza ambientale e sviluppo dell’area.

Diventerà la propaggine ungherese sul Mare Adriatico, paese che non ha sbocco sul mare, senza escludere di servire anche altri traffici, come quelli del laminatoio a caldo che gli ucraini di Metinvest stanno pianificando alle Noghere assieme al gruppo Danieli, come ha spiegato l’amministratore delegato di Adria Port, Péter Garai, al Piccolo.

Il nuovo terminal contribuirà a conclamare il posizionamento strategico del porto di Trieste nel Mediterraneo, valorizzando una estesa area in disuso da anni, mediante l’attivazione anche delle leve diplomatiche tra i dei due paesi: a fronte dell’investimento del governo ungherese, quello italiano ha inserito il progetto nel Fondo complementare del Pnrr, destinando 45 dei 400 milioni del pacchetto Trieste, al barrieramento a mare per la bonifica dell’area inquinata e per i lavori di escavo del canale navigabile.

Intanto, RFI ha annunciato il completamento dei lavori di riattivazione del collegamento merci con le stazioni di Servola e di Aquilinia, decisi e pianificati in collaborazione con la AdSPMAO. Dopo 2 anni di lavori e 7,5 milioni di euro di investimento, si sono così recuperate parti fondamentali dell’impianto portuale di Trieste, con una nuova bretella di collegamento, già testata con successo da Adriafer, società della AdSPMAO, gestore unico della manovra ferroviaria in porto e operatore ferroviario certificato.

“Continua così la nostra strategia di non investire in grandi opere, ma di rivitalizzare tutta quella parte di infrastrutture già presenti”, ha evidenziato il Presidente Zeno D’Agostino, che continua a sviluppare un processo di rivitalizzazione di tutta l’infrastruttura.

La riattivazione del collegamento delle due stazioni, dismesso negli anni ’90 del secolo scorso, per lo smistamento ferroviario verso Venezia e Tarvisio, è il tassello necessario al rilancio dell’ex ferriera di Servola e dell’ex Aquila, quest’ultima strategica sia per il terminal di Adria Port che per FreeEste, il nuovo punto franco dell’Interporto di Trieste SpA, nella zona industriale di Bagnoli della Rosandra. Con questa operazione le imprese ferroviarie potranno immettersi direttamente sulla linea di cintura di Trieste, senza dover effettuare manovre intermedie. Contemporaneamente, si libera capacità a Campo Marzio, a servizio dei terminal raccordati nel Punto Franco Nuovo (moli V, VI, VII), dove, con un investimento 112 milioni di euro, è previsto l’imminente abbattimento di alcuni vecchi magazzini, per dare spazio al potenziamento della infrastruttura con l’attivazione del modulo merci da 750 metri. Si rafforza così ulteriormente il primo scalo merci italiano.

                                                                                     Giovanna Visco

Nella foto di copertina Zeno D’Agostino e il Vice Ministro ungherese degli Affari Esteri e del Commercio, Levente Magyar

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